{"id":2911,"date":"2024-11-02T00:40:25","date_gmt":"2024-11-01T23:40:25","guid":{"rendered":"https:\/\/eticadigitale.org\/2024\/11\/02\/negli-stati-uniti-la-polizia\/"},"modified":"2024-11-02T00:40:25","modified_gmt":"2024-11-01T23:40:25","slug":"negli-stati-uniti-la-polizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/eticadigitale.org\/2024\/11\/02\/negli-stati-uniti-la-polizia\/","title":{"rendered":"\ud83c\uddfa\ud83c\uddf8 Negli Stati Uniti la polizia pu\u00f2 costringervi a sbloccare il telefono con le impronte digitali"},"content":{"rendered":"

La Corte d’appello ha stabilito che, nonostante il quinto emendamento, ovvero quello che d\u00e0 il diritto a non autoincriminarsi, \u00e8 legale per le forze dell’ordine obbligare un\u0259 sospettat\u0259 a sbloccare il proprio telefono tramite riconoscimento biometrico dei polpastrelli.<\/p>\n

Fino ad oggi nessun\u0259 era entrat\u0259 nel merito, ma la Corte d’appello ha autorizzato tale procedura dopo il ricorso di un imputato che era stato obbligato a mettere il suo pollice sul proprio dispositivo. L’imputato sosteneva che, qualora si sbloccasse il telefono davanti all\u025c agenti, si rischierebbe di fornire informazioni incriminanti, infrangendo il quinto emendamento. <\/p>\n

Tuttavia, secondo la Corte non \u00e8 cos\u00ec, in quanto questo atto non consisterebbe nella produzione di nuove testimonianze o di nuove prove, bens\u00ec sarebbe l’equivalente di un campione di sangue o del riconoscimento delle impronte digitali – informazioni che gi\u00e0 possono richiedere.<\/p>\n

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