đź§’ La politica sta correndo più veloce della scienza: due importanti studi mettono in prospettiva il panico sui social media

Il 10 dicembre 2025 l’Australia ha spento i social allÉś minori di 16 anni convinta di “risolvere il problema”, ma a gennaio 2026 due imponenti studi hanno raccontato una storia diversa.

I dati riferiscono che l’impatto dei social non è binario: l’uso moderato è spesso associato a più benessere, mentre sono sia l’eccesso sia la totale assenza che possono correlare con effetti negativi.
In uno degli studi, per esempio, non emerge alcun effetto causale tra tempo passato online e salute mentale. Sembra infatti che, spesso, non sono i social a far stare male lÉś ragazzinÉś, ma sono lÉś ragazzinÉś già in difficoltà a rifugirasi nei social (o a evitarli) per come si sentono.

Il divieto totale rischia poi di spingere anche l’utenza “moderata” nella categoria “niente social”, che in alcuni gruppi coincide con esiti peggiori. Quello che emerge dall’approccio australiano è quindi una semplificazione di una storia, anche considerando che la ricerca suggerisce che tagliare lÉś ragazzÉś fuori dai luoghi dove i coetanei socializzano ha impatti significativi.

https://www.techdirt.com/2026/01/21/two-major-studies-125000-kids-the-social-media-panic-doesnt-hold-up/