“Le donne sono come i gamberetti: butti la testa e tieni il corpo”: così Jeffrey Epstein commentava la sua visione del mondo femminile, riducendo le donne a oggetti e a recipienti per l’incubazione. La volontà di operare sulla vita è un tema ricorrente nelle mail che il miliardario pedofilo scambiava con i potenti della Silicon Valley: eugenetica, superuomo e transumanesimo erano all’ordine del giorno, mentre Epstein finanziava quegli stessi potenti che avrebbero potuto dare alle luce tali visioni.
Già nel 2002 la sua rete brulicava di persone desiderose di IA e che operavano nella biotecnologia, nella genetica e nelle scienze cognitive. Nel corso degli anni Epstein ha investito centinaia di migliaia di dollari in questi campi e milioni in progetti per creare “superbambinɜ”. Tra gli investimenti non manca il tema della vita eterna, un tema molto discusso tra i ricchi magnati della Silicon Valley – insieme a quello dei superuomini creati in laboratorio.
Secondo la ricercatrice Gabriella Razzano c’è un motivo per cui la tecnologia sta venendo sviluppata in questo modo: il controllo artificiale della vita è il desiderio di questi uomini di sbarazzarsi della donna nel processo della creazione.
Ci si riduce a una visione del mondo in cui una manciata di individui, generalmente con visioni messianiche credendo di essere i prescelti, potenzia e prolunga la propria vita, decretando invece chi debba rimanere indietro.
Come chiosa la giornalista, “la maggior parte di noi non si troverà mai nella stessa stanza in cui queste idee vengono discusse, ma chiunque ne subirà le conseguenze”. Nel frattempo non viene meno il richiamo a un sogno hitleriano: in una lista, Epstein annotava tutti i nomi delle persone – sia delle vittime che di chi finanziava – con gli occhi blu. E se ne vantava: “finanzio solo persone con gli occhi blu”.

