I CAPTCHA sono sistemi risalenti alla fine degli Anni ’90 per filtrare i bot dagli esseri umani sui siti (es. le scritte distorte da riscrivere correttamente in un riquadro). Con l’arrivo dell’IA e quindi di bot più sofisticati, questi sistemi hanno tuttavia richiesto aggiornamenti per stare al passo coi tempi.
A fine aprile Google ha annunciato il suo nuovo ReCAPTCHA (un CAPTCHA, appunto), con però un problema: che tutti i dispositivi Android che si rifuteranno di utilizzare i servizi Google non potranno più superarne uno. Si sta parlando di uno strumento a guardia di milioni di siti, tagliando fuori la persona da una fetta importante della rete.
È rilevante notare come questo non vale per Apple: rimuovendo i servizi Google dai dispositivi della mela, il ReCAPTCHA continuerà a funzionare. Tale asimmetria suggerisce che la motivazione non sia la millantata sicurezza (facendo passare il messagio distorto che i dispositivi senza Google siano insicuri, punendo chi sceglie di tutelare la propria privacy), quanto imprigionare l’utenza nella gabbia dorata dell’azienda: niente servizi Google, niente (o quasi) Internet.
https://reclaimthenet.org/google-broke-recaptcha-for-de-googled-android-users

