Ultime dal digitale

🎮 Il divieto di pubblicità nei giochi su Steam

Steam, nota piattaforma digitale di distribuzione e gestione di videogiochi, ha aggiornato la documentazione per sviluppatori con una nuova sezione dedicata alla pubblicità. Il documento chiarisce la posizione dell’azienda sulla pubblicità nei giochi, fornendo linee guida più dettagliate rispetto alle precedenti. In particolare, viene specificato che Steam non supporta i videogiochi che usano annunci pubblicitari in gioco. Si deve quindi rimuovere qualsiasi elemento pubblicitario dai propri titoli prima della pubblicazione sulla piattaforma.

L’azienda consente solo forme limitate di pubblicità, come l’inserimento di prodotti e le promozioni incrociate, purché non costituiscano un componente centrale dell’esperienza di gioco.
Questa posizione si inserisce in un quadro più ampio di linee guida che, storicamente, hanno vietato anche i giochi basati su tecnologie blockchain, incluse criptovalute e NFT.

https://www.tomshardware.com/video-games/pc-gaming/valve-clarifies-ban-on-in-game-advertising-on-steam

🇮🇹 Il sito di informazione Valigia Blu abbandonerà Facebook e Instagram

Dopo aver già lasciato Twitter X lo scorso ottobre, qualche settimana fa il sito d’informazione Valigia Blu ha annunciato la sua dipartita dai social in mano a Zuckerberg, che avverrà entro fine 2025.

Le due piattaforme non sono più considerate dal sito uno strumento utilizzabile per un’informazione democratica, compromesse “attivamente con il regime e l’ideologia trumpiana, ossia una visione brutale e spietata delle relazioni umane e dei diritti umani, una concezione del potere assoluta e autoritaria, un disprezzo per le più importanti istituzioni democratiche, una macchina propagandistica che non si fa alcuno scrupolo di diffondere disinformazione e fare leva sul linguaggio d’odio, anche se questo significa mettere in pericolo la vita di milioni di cittadini”, scrive la direttrice.

L’annuncio è stato molto discusso, tanto da portare la direttrice a rispondere a varie perplessità in un articolo a parte. Il pensiero può essere racchiuso nelle sue parole: “Oggi ci sentiamo a disagio a vivere la nostra vita digitale dentro uno dei quartieri generali della propaganda di un progetto fascista”, sottolineando come il rifiuto delle grosse industrie tecnologiche statunitensi del 2016 (primo mandato Trump) si sia trasformato in servilismo nel secondo (è tra l’altro di pochi giorni fa la notizia che anche il fondatore di AirBnb farà parte dell’amministrazione).

Valigia Blu non è l’unica a star abbandonando i social commerciali, migrando verso lidi etici come Mastodon: qualche giorno fa la casa editrice britannica Canongate ha abbandonato Twitter X, mentre il mese scorso è toccato (anche) a più di 60 università e istituti di ricerca tedeschi.

https://www.valigiablu.it/facebook-instagram-x-social-valigia-blu/

📱 Porre fine all’Infanzia smartphone-centrica

Negli ultimi anni è cresciuta la preoccupazione per l’impatto degli smartphone e dei social media sulla vita dellɜ giovani. Il concetto di “infanzia smartphone-centrica” descrive la crescente dipendenza dellɜ adolescenti dai dispositivi digitali, con conseguenze significative sul loro comportamento e benessere.

L’uso eccessivo degli schermi ha drasticamente ridotto le ore di sonno e l’attività fisica, compromettendo la salute sia fisica che mentale. L’intrattenimento digitale ha sostituito la lettura e altre forme di impegno intellettuale, ostacolando la concentrazione e il pensiero profondo. Inoltre, la mancanza di gioco libero e di opportunità per l’indipendenza, elementi fondamentali per lo sviluppo sociale e creativo, priva lɜ giovani delle esperienze reali indispensabili per acquisire abilità e fiducia in se stessɜ.

Parallelamente, gli algoritmi e le strategie delle aziende, studiati per mantenere l’utenza costantemente connessa, alimentano la paura di perdersi qualcosa e rinforzano l’uso prolungato attraverso notifiche. Questo circolo vizioso non solo penalizza l’adolescenza, ma ha ripercussioni anche nell’età adulta, influenzando negativamente la capacità di interagire e di lavorare in modo equilibrato.

Per contrastare questi effetti, sono state proposte alcune norme collettive che, se adottate da famiglie, scuole e comunità, possono contribuire a ridurre l’impatto negativo di questa dipendenza. Tra queste, l’idea di non far avere allɜ studenti uno smartphone prima della scuola superiore e di non permettere l’accesso ai social media prima dei 16 anni, così da ridurre la pressione sociale e proteggere gli individui più vulnerabili.
È inoltre auspicabile l’istituzione di scuole senza telefoni, in cui lɜ studenti depositino i dispositivi all’inizio della giornata, e il potenziamento dell’indipendenza reale, favorendo il gioco libero e l’assunzione di responsabilità nel mondo fisico.

Solo attraverso una maggiore consapevolezza, educazione mirata e l’adozione di norme condivise sarà possibile creare un ambiente analogico e digitale che favorisca uno sviluppo sano e completo per bambinɜ e adolescenti.

https://www.theatlantic.com/technology/archive/2024/03/teen-childhood-smartphone-use-mental-health-effects/677722/

🇮🇹 Paragon: chiariamo la questione del programma spia nel telefono delle persone critiche del governo

Pochi giorni fa è emerso che giornalistɜ e attivistɜ in Italia sono statɜ vittime di sorveglianza tramite il programma spia Graphite, sviluppato dall’azienda israeliana Paragon Solutions.
Questo programma, teoricamente destinato alla lotta contro il crimine e il terrorismo, è stato usato per infiltrarsi nei dispositivi di almeno 90 persone nel mondo, tra cui Francesco Cancellato, direttore di Fanpage, e Luca Casarini, attivista di Mediterranea Saving Humans.

L’attacco informatico è avvenuto tramite WhatsApp, con un metodo sofisticato che permette l’infezione senza che la vittima compia alcuna azione. Una volta installato, Graphite può intercettare messaggi, accedere a foto e contatti, tracciare la posizione e persino attivare microfono e fotocamera all’insaputa dell’utente.

Una volta scoperto l’attacco, WhatsApp ha avvisato le vittime, inviando anche una diffida a Paragon Solutions. Il governo italiano ha minimizzato la vicenda, affermando di aver monitorato solo sette numeri senza includere giornalistɜ o attivistɜ. Ma, in tutta risposta, la società israeliana ha reagito sospendendo il contratto con l’Italia, segnalando che il Paese ne aveva violato le condizioni.

La questione è arrivata fino alla Commissione Europea, che ha espresso preoccupazione per la sorveglianza illegale, specialmente se diretta contro giornalistɜ e opponenti politicɜ. Questo caso si inserisce in un contesto più ampio di crescita dell’industria dei programmi spia. Perché se perfino i governi democratici usano questi strumenti con la giustificazione della lotta al crimine, la linea tra sicurezza e controllo politico diventa sempre più sfumata. Lo dimostrano i casi analoghi di Pegasus e Predator, programmi simili utilizzati in diversi Paesi per spiare attivistɜ e giornalistɜ.

Il caso di Cancellato e Casarini è emblematico: entrambi non sono criminali né terroristi, ma le loro posizioni critiche nei confronti del governo potrebbero averli resi bersagli. Se la sorveglianza può colpire chiunque, inizia a essere difficile parlare di società democratica.

https://www.ilpost.it/2025/02/06/spionaggio-whatsapp-spyware-graphite/

🇩🇪 Più di 60 università abbandonano X in quanto contro i principi scientifici e democratici

Qualche settimana fa più di 60 università e istituti di ricerca tedeschi hanno annunciato il loro ritiro da Twitter X a causa dell’incompatibilità coi propri valori: integrità scientifica, trasparenza e discorso democratico.

I recenti cambiamenti nell’algoritmo della piattaforma, come la spinta crescente di contenuti populisti di destra e la riduzione della portata dei contenuti organici, hanno reso l’utilizzo del social inaccettabile per le organizzazioni coinvolte. Alcune di queste sono già attive su Mastodon, l’alternativa etica a Twitter X.

https://nachrichten.idw-online.de/2025/01/10/hochschulen-und-forschungsinstitutionen-verlassen-plattform-x-gemeinsam-fuer-vielfalt-freiheit-und-wissenschaft