Ultime dal digitale

🇨🇭 La spinta verso il software libero delle istituzioni svizzere

Negli ultimi giorni la Svizzera ha annunciato la migrazione di 3000 computer governativi da Microsoft 365 a programmi liberi entro la fine del 2027: il progetto pilota rappresenta il 7% dei computer del governo e, se dovesse andare a buon fine, potrebbero venire migrate le restanti macchine.

Il corpo militare elvetico si è mosso più velocemente: il pacchetto d’ufficio Microsoft verrà rimosso da tutti i PC del reparto di cibersicurezza entro ottobre 2026.

Da qualche giorno, poi, il governo svizzero ha iniziato a supportare negozi di app liberi come F-Droid per le proprie app, affiancando i più diffusi e proprietari Google Play e App Store.

Questi passi rappresentano la volontà del Paese di dipendere meno dal monopolio tecnologico statunitense, puntando verso una sovranità digitale. Segnali simili provengono da altre nazioni, ultima la Svezia: questa ha avviato una sperimentazione per distribuire meglio il codice dei suoi apparati governativi attraverso lo strumento libero Forgejo al posto del plurigettonato (statunitense e proprietario) GitHub.

https://itsfoss.com/news/switzerland-replace-microssoft-pilot/

👩‍🦯 La Silicon Valley pensa alla disabilità solo se fa notizia agli occhi di chi le disabilità non ce le ha

Robert Kingett è uno scrittore cieco: in uno dei suoi ultimi pezzi fa notare come la Silicon Valley cerchi di risolvere i problemi di disabilità con soluzioni ipercomplesse e ipercostose (che raramente passano la fase di prototipizzazione) perché fan gola ai capitali di ventura, mentre utilizzare una banale rampa o testi descrittivi sui siti non è calcolato perché non fan notizia.

“Sono fantasie individualiste. […] La Silicon Valley spenderebbe milioni per sviluppare un guanto che traduca (male) il linguaggio dei segni in audio, ma non spenderebbe 10 minuti ad aggiungere un testo alternativo per descrivere le immagini”.

Questa logica fa passare il messaggio che, comprando abbastanza accessori, si può comprare il proprio diritto di partecipare alla società. Tuttavia, sottolinea, la società dovrebbe di base essere progettata per includere tutte le persone – senza esoscheletri o qualsivoglia marchingegno ipertecnologico

https://sightlessscribbles.com/posts/disability-dongle/

🤖 Zuckerberg ha descritto l’IA come strumento di emancipazione. Sei osservatori sull’IA lo smentiscono

La testata online Rest of World ha intervistato lɜ rappresentanti di 6 osservatori sull’IA, chiedendo di commentare il manifesto che l’AD di Facebook ha pubblicato il 10 agosto “Il futuro per tutti”. Il manifesto parla di come l’IA sarà uno strumento di emancipazione per l’umanità intera, dipingendo tale tecnologia come un qualcosa per attenuare le diseguaglianze. L’unica cosa che la testata ha ottenuto, tuttavia, sono critiche.

Partendo dal lato economico, i benifici economici di cui parla sono “incredibilmente gonfiati”: i centri di calcolo generano lavoro principalmente durante la loro costruzione, e non invece per la manutenzione – senza contare gli impatti ambientali e sulla salute.

L’IA di cui parla, la propria, è poi uno strumento centralizzato, opaco e calato dall’alto: un’IA per chiunque dovrebbe essere analizzabile (si pensi alla ricerca) e padroneggiare non solo le lingue delle maggiori potenze (le IA tendenzialmente “ragionano” in inglese), bensì anche quelle delle minoranze linguistiche o dei Paesi generalmente tagliati fuori da chi detiene il potere – come quelli del continente africano. Se è un’azienda a dettare l’agenda di dove conviene investire e dove no, quel “tutti” includerà solo le persone che l’azienda vuole includere.

A proposito di Africa, la ricercatrice etiope Abeba Birhane ricorda come Facebook sia la stessa azienda che voleva connettere le donne nelle zone rurali del continente (emancipazione), per poi invece essere finita a sfruttare lavoranti, estrapolarne profitto e generare disinformazione – riversando la colpa a chi si era ripromessa di aiutare (che non ha ricevuto benefici) quando messa alle strette.

Infine la critica geopolitica: un’IA più capillare equivale a una raccolta maggiore di dati che, come ha dimostrato la storia, vengono usati per gli interessi del governo a cui l’azienda risponde – gli Stati Uniti – aumentandone ulteriormente il potere.

https://restofworld.org/2026/mark-zuckerberg-meta-ai-for-everyone-manifesto-global-critique/

📱La piattaforma di videogiochi Luanti rimossa da Google Play con la falsa accusa di violazione del diritto d’autore

Premessa: un membro della redazione fa anche parte di Luanti.

Tracer AI, compagnia che usa agenti IA per scovare e segnalare le violazioni di diritto d’autore, ha fatto rimuovere da Google Play l’app della piattaforma videoludica Luanti. L’accusa, mossa in nome di Microsoft, è di aver utilizzato risorse del gioco Minecraft (proprietà Microsoft) nella propria app; un’accusa facilmente smontabile in quanto sia il codice che le risorse di Luanti sono visibili a chiunque (è software libero).

Questa non è la prima volta che accade: nel 2023 la stessa compagnia mosse la medesima accusa, portando chi sviluppa Luanti a presentare una contronotifica: l’app rimase non disponibile per 46 giorni prima di essere riabilitata, contrariamente al limite di 14 giorni lavorativi sancito dalla legge statunitense che regola tali faccende. In entrambi i casi, non sono mai state fornite prove.

Qualche mese fa la stessa sorte è toccata a Allumeria, un gioco a cubetti oggi prossimo al lancio, sulla piattaforma Steam. Lo sviluppatore fu colto di sorpresa finché, subito dopo l’arrivo della notizia al direttore artistico di Minecraft su Bluesky, Microsoft non ritirò la segnalazione.

“Se fossimo una piccola azienda che dipende dalle entrate della propria app, ciò sarebbe particolarmente devastante”. Inoltre, essendo una realtà sostenuta da volontarɜ, combattere contro tali richieste equivale a grandi sprechi di energie e risorse.

https://blog.luanti.org/2026/08/27/luanti-dmca-tracer-ai/#what-is-the-dmca-notice

🇮🇹 Il collettivo Autistici/Inventati finisce nella lista di entità terroristiche degli Stati Uniti

Il collettivo italiano Autistici/Inventati, noto per la sua lotta per i diritti digitali tramite la fornitura di piattaforme libere ad altre realtà, è stato sanzionato con l’accusa di aver supportato due organizzazioni considerate¹ estremiste negli Stati Uniti: Rose City Antifa e Jane’s Revenge.

Il collettivo fornisce circa 16.000 indirizzi di posta, dà casa a 1.500 siti, gestisce 5.500 bollettini (o mailing list) e tiene in piedi 10.000 blog. Invece che bloccare i singoli contenuti considerati “problematici” il governo statunitense ha deciso di agire sull’intera infrastruttura, creando un precedente di censura non applicata solo alle singole realtà “scomode” ma anche a chi le rende possibili fornendo servizi.

Le realtà sanzionate per terrorismo sono elencate in una lista, la Specially designated global terrorist. Tra i nomi, spiccano Al-Qaeda, ISIS e Boko Haram – nomi ai quali ora fa compagnia anche Autistici/Inventati.

Finire nella lista equivale a essere designati come entità terroristiche globali, con il conseguente congelamento dei beni e divieto di tutte le transizioni verso gli Stati Uniti. Ieri sera il collettivo ha rimosso PayPal dai metodi di pagamento.

Etica Digitale trova assurdo come una realtà che dal 2001 si batte per una rete più libera e sana sia messa allo stesso livello di assassini spietati. Trova ulteriormente assurdo come il governo statunitense, cui compagnie come Microsoft e Palantir (giusto per citarne un paio) sono state additate dall’ONU come complici del genocidio palestinese, decida di prendersela con determinati gruppi, quando dovrebbe prima guardarsi allo specchio e farsi un enorme esame di coscienza col sangue che ha sulle proprie mani. La nostra vicinanza ad Autistici/Inventati.

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¹Dopo qualche verifica, non risulta che Rose City Antifa abbia mai commesso crimini, mobilitandosi dal 2007 contro le realtà neonaziste (sulle quali non si può dire altrimenti) a Portland, Oregon.

https://cryptobriefing.com/us-sanctions-autistici-inventati-terrorism/