“Prima ero una voce; ora, devo dire che sono una voce umana, per distinguermi dall’IA”. A pronunciare queste parole è Ganessh Divekar, famoso doppiatore hindi che dà voce a attori come Pedro Pascal. L’India ha riconosciuto la voce come parte intrinseca dell’identità di una persona, ma ciò non è bastato per tutelarne l’impiego nell’addestramento di modeli IA.
Sono infatti tantissime le compagnie che stanno, perlomeno in parte, sostituendo chi doppia con l’IA – generalmente usando la loro voce senza consenso per allenare i propri modelli. Se nazioni come gli Stati Uniti e quelle europee possono ricorrere a strutture sindacali per tutelare i propri diritti e le sfumature della propria cultura, nel sud del globo questo è molto più complicato. A rendere la situazione più difficile, poi, è che, chi doppia, al contrario di attori e attrici, non è un volto noto: sensibilizzare il pubblico risulta quindi più complesso.
Tra le lotte in corso, il Messico ha recentemente vietato in toto l’uso di IA per il doppiaggio e l’impiego non autorizzato della propria voce, ispirando il Brasile a far lo stesso (ancora in attesa di una decisione); mentre la Corea del Sud ha richiesto delle limitazioni sull’utilizzo dello strumento e la tutela della propria cittadinanza.
https://restofworld.org/2026/ai-voice-actors-hollywood-dubbing/

