Ultime dal digitale

🚎 Etica Digitale al XI Convegno di AISA – l’associazione italiana per la promozione della scienza aperta

Il 12 novembre Etica Digitale sarà ospite al convegno Scienza aperta o valutazione di stato? organizzato dall’associazione AISA. Ci inseriremo nella traccia pomeridiana Istituzioni: alternative libere a Big Tech per parlare dei problemi dell’adozione di software libero nelle scuole italiane – problemi che vanno ben oltre l’aspetto tecnico.

📍 Università di Pisa, Dipartimento di Scienze politiche, Aula magna
🗓 12-13 novembre

Il programma 👇
https://aisa.sp.unipi.it/attivita/xi-convegno-annuale/programma-dellxi-convegno-annuale/

🇺🇸 I videogiochi militari per la propaganda statunitense

Nel 2020 il titolo Call of Duty: Modern Warfare presentava un livello chiamato “Autostrada della morte”: un agente della CIA doveva sconfiggere un gruppo terrorista e una milizia russa. Il livello, ambientato in un luogo fittizio, fece però scalpore perché presenta molte similarità con un fatto omonimo realmente accaduto; con però la differenza che a commettere i crimini di guerra furono gli Stati Uniti.

Quest’anno la scena si è ripetuta: nel trailer del nuovo titolo Call of Duty: Modern Warfare 4, si vedono varie scene in cui la Corea del Nord bombarda aree civili mentre combatte contro Stati Uniti e Corea del Sud. Anche questa volta però se si guarda alla storia, nella guerra di Corea furono gli Stati Uniti a livellare quasi tutti gli edifici nel nord del Paese.

Dipingendo gli Stati Uniti come i buoni che compiono un male necessario, Call of Duty prende parte a quella che è stata definita “industria culturale”: un’industria pensata per creare consenso e che sopprime la funzione critica della cultura. Negli anni infati l’azienda non ha celato i propri rapporti col Ministero della Difesa statunitense, anche a livello finanziario.

https://nogamesforgenocide.com/blog/call-of-dutys-propaganda-machine/

🇨🇭 La spinta verso il software libero delle istituzioni svizzere

Negli ultimi giorni la Svizzera ha annunciato la migrazione di 3000 computer governativi da Microsoft 365 a programmi liberi entro la fine del 2027: il progetto pilota rappresenta il 7% dei computer del governo e, se dovesse andare a buon fine, potrebbero venire migrate le restanti macchine.

Il corpo militare elvetico si è mosso più velocemente: il pacchetto d’ufficio Microsoft verrà rimosso da tutti i PC del reparto di cibersicurezza entro ottobre 2026.

Da qualche giorno, poi, il governo svizzero ha iniziato a supportare negozi di app liberi come F-Droid per le proprie app, affiancando i più diffusi e proprietari Google Play e App Store.

Questi passi rappresentano la volontà del Paese di dipendere meno dal monopolio tecnologico statunitense, puntando verso una sovranità digitale. Segnali simili provengono da altre nazioni, ultima la Svezia: questa ha avviato una sperimentazione per distribuire meglio il codice dei suoi apparati governativi attraverso lo strumento libero Forgejo al posto del plurigettonato (statunitense e proprietario) GitHub.

https://itsfoss.com/news/switzerland-replace-microssoft-pilot/

👩‍🦯 La Silicon Valley pensa alla disabilità solo se fa notizia agli occhi di chi le disabilità non ce le ha

Robert Kingett è uno scrittore cieco: in uno dei suoi ultimi pezzi fa notare come la Silicon Valley cerchi di risolvere i problemi di disabilità con soluzioni ipercomplesse e ipercostose (che raramente passano la fase di prototipizzazione) perché fan gola ai capitali di ventura, mentre utilizzare una banale rampa o testi descrittivi sui siti non è calcolato perché non fan notizia.

“Sono fantasie individualiste. […] La Silicon Valley spenderebbe milioni per sviluppare un guanto che traduca (male) il linguaggio dei segni in audio, ma non spenderebbe 10 minuti ad aggiungere un testo alternativo per descrivere le immagini”.

Questa logica fa passare il messaggio che, comprando abbastanza accessori, si può comprare il proprio diritto di partecipare alla società. Tuttavia, sottolinea, la società dovrebbe di base essere progettata per includere tutte le persone – senza esoscheletri o qualsivoglia marchingegno ipertecnologico

https://sightlessscribbles.com/posts/disability-dongle/

🤖 Zuckerberg ha descritto l’IA come strumento di emancipazione. Sei osservatori sull’IA lo smentiscono

La testata online Rest of World ha intervistato lɜ rappresentanti di 6 osservatori sull’IA, chiedendo di commentare il manifesto che l’AD di Facebook ha pubblicato il 10 agosto “Il futuro per tutti”. Il manifesto parla di come l’IA sarà uno strumento di emancipazione per l’umanità intera, dipingendo tale tecnologia come un qualcosa per attenuare le diseguaglianze. L’unica cosa che la testata ha ottenuto, tuttavia, sono critiche.

Partendo dal lato economico, i benifici economici di cui parla sono “incredibilmente gonfiati”: i centri di calcolo generano lavoro principalmente durante la loro costruzione, e non invece per la manutenzione – senza contare gli impatti ambientali e sulla salute.

L’IA di cui parla, la propria, è poi uno strumento centralizzato, opaco e calato dall’alto: un’IA per chiunque dovrebbe essere analizzabile (si pensi alla ricerca) e padroneggiare non solo le lingue delle maggiori potenze (le IA tendenzialmente “ragionano” in inglese), bensì anche quelle delle minoranze linguistiche o dei Paesi generalmente tagliati fuori da chi detiene il potere – come quelli del continente africano. Se è un’azienda a dettare l’agenda di dove conviene investire e dove no, quel “tutti” includerà solo le persone che l’azienda vuole includere.

A proposito di Africa, la ricercatrice etiope Abeba Birhane ricorda come Facebook sia la stessa azienda che voleva connettere le donne nelle zone rurali del continente (emancipazione), per poi invece essere finita a sfruttare lavoranti, estrapolarne profitto e generare disinformazione – riversando la colpa a chi si era ripromessa di aiutare (che non ha ricevuto benefici) quando messa alle strette.

Infine la critica geopolitica: un’IA più capillare equivale a una raccolta maggiore di dati che, come ha dimostrato la storia, vengono usati per gli interessi del governo a cui l’azienda risponde – gli Stati Uniti – aumentandone ulteriormente il potere.

https://restofworld.org/2026/mark-zuckerberg-meta-ai-for-everyone-manifesto-global-critique/