Ultime dal digitale

🌑 Il cofondatore di Mullvad è il maggior finanziatore della remigrazione svedese

Mullvad, una delle maggiori e consigliate VPN, si è di recente ritrovata sotto i riflettori quando è emerso che il cofondatore Daniel Berntsson ha fatto una donazione privata a Örebropartiet (lett. Partito di Örebro, città e contea della Svezia), partito nazionalpopulista con visioni di estrema destra sull’immigrazione.

La donazione di Berntsson, 5 milioni di corone (ca. €450.000), ammonta al 72% delle entrate totali che il Partito di Örebro ha incassato nel 2025. Seppur la donazione resti privata, la critica sollevata è che pagare per un abbonamento a Mullvad equivale comunque a finanziare indirettamente tale partito e le misure xenofobe che vorrebbe mettere in atto – in quanto i soldi che finiscono a Berntsson per le VPN finiscono di riflesso (anche) all’Örebro.

https://korben.info/en/mullvad-cofounder-funding-far-right.html

🇨🇳 Dopo aver spinto per storie scritte con l’IA, i siti di romanzi digitali stanno facendo dietrofront

Nel 2023, siti di scrittura creativa in mano a colossi digitali come Tencent e Baidu spinsero strumenti per scrivere storie con l’IA. “È come guidare un’auto con la guida assistita”. Con il passare degli anni questi strumenti sono diventati più potenti: un esempio è InkOS, un sistema composto da diversi agenti artificiali è in grado di progettare, scrivere e revisionare una storia da zero – con qualche intervento umano qua e là per sistemare. In quattro mesi è stato scaricato più di 50.000 volte.

Negli anni, però, alcuni lettori e lettrici hanno iniziato a manifestare il proprio dissenso: “È una perdita del mio tempo leggere qualcosa che è prodotto così velocemente”. Anche chi le storie le scrive ha sollevato delle critiche, per problemi di diritto d’autore e di plagio da parte dell’IA di questi siti (a meno che non dichiarassero esplicitamente di non voler finire nella base dati dell’IA).

Queste problematiche hanno spinto le aziende a prendere dei provvedimenti: Jinjiang, sito a pagamento, da un anno permette l’uso di IA solo per documentarsi sulla storia e fare revisione. Tomato Novel, gratuito, ha invece messo un limite sul numero di parole pubblicabili ogni giorno. Solo a giugno ha rigettato 104.000 richieste di pubblicazione.

Resta tuttavia difficile decretare quando un testo è scritto da IA e quando no, rendendo queste pratiche meno banali di quel che sembrano.

https://restofworld.org/2026/china-ai-web-novels/

🔓 Col nuovo ReCAPTCHA, Google sbarrerà l’accesso a gran parte della rete ai dispositivi Android che non usano i suoi servizi

I CAPTCHA sono sistemi risalenti alla fine degli Anni ’90 per filtrare i bot dagli esseri umani sui siti (es. le scritte distorte da riscrivere correttamente in un riquadro). Con l’arrivo dell’IA e quindi di bot più sofisticati, questi sistemi hanno tuttavia richiesto aggiornamenti per stare al passo coi tempi.

A fine aprile Google ha annunciato il suo nuovo ReCAPTCHA (un CAPTCHA, appunto), con però un problema: che tutti i dispositivi Android che si rifuteranno di utilizzare i servizi Google non potranno più superarne uno. Si sta parlando di uno strumento a guardia di milioni di siti, tagliando fuori la persona da una fetta importante della rete.

È rilevante notare come questo non vale per Apple: rimuovendo i servizi Google dai dispositivi della mela, il ReCAPTCHA continuerà a funzionare. Tale asimmetria suggerisce che la motivazione non sia la millantata sicurezza (facendo passare il messagio distorto che i dispositivi senza Google siano insicuri, punendo chi sceglie di tutelare la propria privacy), quanto imprigionare l’utenza nella gabbia dorata dell’azienda: niente servizi Google, niente (o quasi) Internet.

https://reclaimthenet.org/google-broke-recaptcha-for-de-googled-android-users

🚺 I chatbot portano le fantasie di violenza femminile a un altro livello

“Benvenuti nella nuova era, dove qualsiasi cosa desideriate è realizzabile con estremo realismo”: così esordisce un utente nella parte oscura della rete, commentando i chatbot.

Da due studi emerge come questi strumenti vengano utilizzati anche per ruolare rapporti di violenze, stupri e pedofilia. Nel 97% dei casi le vittime impersonate dai bot sono ragazze ed è possibile conversare con loro anche su app rinomate con 20 milioni di utenti mensili, che offrono varie personalità con cui dialogare. “Moglie maltrattata” è una di queste: quando non ascolta o sbaglia, la si picchia. “Scolaretta timida” e “bimbə seducente” altre: l’ultima recita che “è qui per soddisfare i tuoi desideri”. Altre app offrono invece scenari, come “stupro”, “incesto” e “loli” (lolita); il tutto senza controlli.

Per quanto in certi casi queste app siano state bandite e/o finite in tribunale in singole nazioni, la risposta non viene ritenuta all’altezza: c’è chi propone di introdurre un reato di “sviluppo pericoloso” per i chatbot, chi invece vuole obbligare le aziende a eseguire delle verifiche prima del rilascio. A prescindere, l’urgenza resta palpabile e viene richiesta alle nazioni una celerità nell’agire.

https://observer.co.uk/news/science-technology/article/ai-chatbots-are-the-wild-west-for-violent-imagery-of-women-and-girls

🎵 Da anni, il vinile affascina più della musica in streaming

In costante aumento da 19 anni, nel 2025 il mercato dei vinili ha chiuso con 2,1 miliardi di guadagni, con entrate stimate a 3,6 miliardi per il 2034.

Da un punto di vista pratico, ci si potrebbe domandare perché tutte le generazioni stiano preferendo uno strumento che richiede operazioni manuali come girare il disco, una flessibilità minore (non si può saltare da una canzone all’altra) e che costa decisamente di più. Le ragioni dipendono dalla parte di mondo in cui si chiede: negli Stati Uniti i sondaggi parlano di un volersi staccare dalla vita digitale, da algoritmi che scelgono al posto nostro e dal non possedere l’oggetto. In Giappone e Corea del Sud, comprare un vinile equivale invece a dimostrare lealtà verso l’artista e permette di sbloccare l’accesso a eventi.

Le fabbriche di dischi che anni fa avevano chiuso battenti, stanno tornando: dopo 40 anni di assenza, nel 2024 ha riaperto una fabbrica in India (Mumbai), mentre in Brasile la riproduzione è ricominciata dal 2011, dopo che nel 2008 furono tutte chiuse. Non solo: alcunɜ artistɜ degli Anni ’70 di cui non sarebbe rimasta più traccia vivono oggi grazie alla nuova produzione di vinili.