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🎰 18 stati non permettono di pubblicizzare il gioco d’azzardo online. Meta continua a mostrare annunci in 13 di questi

Un’indagine della testata Rest of World ha rivelato come, nonostante il gioco d’azzardo e la pubblicizzazione di questo sia vietato in molte aree dell’Asia e del Medio Oriente, Meta continui a mostrare annunci a riguardo all’utenza di tali aree.

La scorsa estate l’azienda di Facebook, Instagram e Whatsapp ha stilato una lista di 18 paesi in cui non è possibile promuovere certi contenuti; tuttavia, a distanza di mesi solo in 5 di questi paesi gli annunci non vengono effettivamente più mostrati. Nel solo mese di dicembre le inserzioni a tema sono state un migliaio, mentre in alcuni casi anche se viene rimosso l’annuncio, l’inserzionista non subisce punizioni (potendo reiterare).

Il comportamento di Meta non si discosta da ciò che ha svelato a novembre Reuters: documenti interni di Meta stimavano che il 10% del suo fatturato nel 2024 provenisse da annunci di truffe e merci proibite. Annunci i quali, nonostante molteplici segnalazioni da parte dell’utenza, era molto difficile vedere rimossi. Un documento del 2023 indica che ogni settimana venivano inviate 100.000 segnalazioni tra Facebook e Instagram, con la compagnia che ne ignorava o rigettava il 96%. La promessa fattasi? In futuro avrebbero portato la percentuale non oltre il 75%.

https://restofworld.org/2026/meta-online-gambling-ads/

🇺🇸 La Casa Bianca fa propaganda usando iperfalsi

Due settimane fa su X, l’utenza ufficiale della Casa Bianca ha pubblicato la foto di un’attivista in manette, scortata dalle forze dell’ordine. Tuttavia, è risultato che la foto non era un originale, bensì aveva subito modifiche tramite IA (un iperfalso).

Quella vera risale infatti a poco prima, pubblicata dalla segretaria della sicurezza interna. Qui si vede l’attivista camminare con un’espressione tranquilla, cosa che invece non risulta in quella modificata: in quest’ultima la sua espressione è sofferente, forse in lacrime.

Come fa notare chi scrive l’articolo, se ci si era abituatɜ alle grottesche immagini e video generate e pubblicate sull’utenza del presidente statunitense Donald Trump, qui l’asticella viene spostata ulteriormente: non è più il singolo a mentire, bensì un’istituzione governativa – minando ancora di più la fiducia in un mondo dove distinguere la realtà dalla finzione risulta sempre più complesso.

https://www.eff.org/deeplinks/2026/01/beware-government-using-image-manipulation-propaganda

🇦🇹 Garante austriaco: “Il tracciamento del pacchetto Microsoft per le scuole è illegale. Quattro settimane per toglierlo.”

L’autorità garante per la protezione dei dati austriaca ha stabilito che il pacchetto per la didattica Microsoft 365 Education non rispetta la legge europea sulla privacy.

Dopo aver già stabilito nell’ottobre 2025 che Microsoft tracciava a insaputa delle scuole lɜ studenti e non permetteva di accedere ai dati raccolti, questa decisione segna un’ulteriore pietra miliare per l’Unione Europea: il tipo di tracciamento che viene fatto dal pacchetto è illegale. All’interno, infatti, sono presenti strumenti di tracciamento che analizzano il comportamento dellɜ studenti, tracciano la loro cronologia del browser e riutilizzano tali dati anche per scopi pubblicitari.

Se con la prima decisione la compagnia doveva eliminare i dati raccolti in suo possesso, con questa ha quattro settimane per rimuovere gli strumenti di tracciamento dal suo prodotto. Sia le scuole che il ministro dell’istruzione austriaco si sono dichiarate all’oscuro di tali comportamenti, finché perlomeno la no profit legale noyb non ha dato il via ai due ricorsi sopracitati nel giugno 2024.

Se la compagnia rimuoverà il tracciamento solo in Austria o in tutta l’Unione resta da vedere, tuttavia gli altri Paesi possono ora prendere come riferimento la decisione del garante austriaco per far valere i medesimi diritti sul proprio territorio.

https://noyb.eu/en/noyb-win-microsoft-ordered-stop-tracking-school-children

🇲🇩 Pagatɜ per produrre disinformazione online (e vincere le elezioni)

Tramite una giornalista sotto copertura, la BBC ha svelato una rete di disinformazione filorussa operante in Moldavia. L’obiettivo era far vincere le elezioni nazionali di settembre alla candidata filorussa, screditando quella filoeuropea – anche tramite Internet.

Alla giornalista erano stati proposti circa €150 al mese per produrre contenuti su TikTok e Facebook, non prima però di passare per giornate di formazione su come fare propaganda. Prima si partiva parlando di figure patriottiche del Paese, per poi passare alla politica e darsi nel mentre alla disinformazione vera e propria.

Nel gruppo di disinformanti rientrano almeno 90 tiktokker che da gennaio han totalizzato più di 23 milioni di visualizzazioni e 860 mila mi piace (in un Paese di 2.4 milioni di abitanti). Secondo il gruppo di ricerca Digital Forensic Research Lab la rete sarebbe invece più grande, toccando le 55 milioni di visualizzazioni e i 2,2 milioni di mi piace.

https://www.bbc.com/news/articles/c4g5kl0n5d2o

🇺🇸 Sorveglianza in cloud: la frontiera diventa un progetto pilota

Secondo documenti ottenuti da The Intercept, le istituzioni statunitensi anti immigrazione stanno mostrando un vivo interesse per un sistema di intelligenza artificiale avanzata volto a tracciare attività definite “sospette” in contesti urbani – con tutto ciò che comporta un concetto tanto elastico come “sospetto”.

Google Cloud, poi, con la sua piattaforma MAGE, funge da infrastruttura centrale per un progetto di sorveglianza tra USA e Messico. Basato sull’intelligenza artificiale di IBM e di Equitus, il piano prevede l’aggiornamento di circa cinquanta torri e un centinaio di telecamere situate in diverse aree del settore di Tucson. Tali strumenti, precedentemente forniti da un appaltatore della difesa israeliana, diventeranno dotati di capacità di apprendimento automatico per riconoscere persone e veicoli.

Per quanto Google Cloud non risulti parte nella stipulazione del contratto, partecipa comunque al flusso di dati, essendo anzi strumento fondamentale per mettere in dialogo i servizi di sorveglianza. Nei documenti si evince che anche Amazon collabori con la nuvola della frontiera, seppur non specificando esattamente come.

https://theintercept.com/2025/07/23/cbp-border-patrol-ai-surveillance/

https://theintercept.com/2025/04/03/google-cbp-ai-border-surveillance-ibm-equitus/